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IL GIUDICE MESCHINO

EINAUDI EDITORE – 2009

Un magistrato indolente costretto a diventare eroe suo malgrado. Un vecchio padrino che parla come un oracolo e dal carcere orienta le indagini. Perchè quelli che sembrano omicidi di ‘ndrangheta forse non lo sono. Forse hanno a che fare addirittura con le navi dei veleni e le scorie seppellite nella «spianata dell’infamia». L’anima feroce e abietta della ‘ndrangheta per la prima volta racchiusa in un romanzo.

Un giudice muore per mano di balordi. E i balori muoiono per mano della ‘ndrangheta, che non tollera si disturbi il prosperare dei suoi affari. Almeno, così sembra. Alberto Lenzi, magistrato scioperato e donnaiolo, colpito dalla morte del collega amico, si tuffa a capofitto nelle indagini. Lo instradano in una diversa direzione le sibilline, gustose parabole di don Mico Rota, capobastone della ‘ndrangheta, e il fortuito emergere di elementi legati a un traffico di rifiuti tossici
Una «commedia umana» dove si muovono personaggi verissimi, contraddittori, sfaccettati, che inseguendo il proprio meschino tornaconto arrivano tuttavia a svelare una realtà che va molto oltre la ‘ndrangheta.

  • Premio Selezione Bancarella 2010
  • Premio Epizephiry 2010
  • Premio Anassilaos Narrativa 2010
  • Premio Bronzi di Riace 2010

EDITIONS DU SEUIL – PARIS – 2015

  • Finalista al Premio Violeta Negra di Toulouse

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